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26 Ottobre 2023 0 Commenti

Marciana Marina e le tartarughe marine

Nella notte tra il 15 e 16 luglio 2023 una grande tartaruga marina Caretta caretta, dopo averci provato sulla spiaggia sassosa de La Marina, davanti ai giardini e sotto i lampioni, ha nidificato tra soffi e lacrime nella sabbia della spiaggia del Capitanino, dentro il porto di Marciana Marina.

Una nidificazione anomala e a rischio, troppo vicina alla battigia, che ha dovuto fare i conti con le mareggiate e con un brusco calo delle temperature. Un nido difeso dal mare e sorvegliato da Legambiente e da molte volontarie e volontari – marinesi e turisti – che alla fine, dopo una lunghissima attesa, si è rivelato molto numeroso in uova (101) ma purtroppo nessuna si era schiusa.

Un nido che comunque sarà molto utile per la scienza: i biologi del progetto NatNet di Regione Toscana a cui partecipano attivamente le tre università di Pisa, Siena e Firenze insieme a Istituto Zooprofilattico e ARPAT, hanno evidenziato che questi nidi “strani e problematici” sono forse più importanti di nidificazioni arrivate a buon fine per capire cosa stanno affrontando queste mamme tartarughe marine in un mare, in un clima e su spiagge che stanno cambiando così rapidamente, e su come le Caretta caretta si stanno adattando per sopravvivere nell’Antropocene.

La tenace mamma tartaruga che ha nidificato sulla spiaggia del Capitanino ha ricordato ai marinesi la loro storia da sempre legata alla pesca, ai marinai e al mare, fin dalla nascita dell’insediamento di pescatori del Cotone e poi ai leudi, le grandi e panciute barche a vela che portavano il vino elbano in Liguria, ai traffici marittimi e alla navigazione di lungo corso. Storie di sciabichelli, zaccarene, tonni e
tacche di fondo, mareggiate, foche e vigne che toccavano il mare. Una storia comune fatta di spiagge che cambiavano insieme a un paese giovane e al suo lungomare, di pescatori, pesci, balene, delfini e tartarughe legate al Moletto del pesce a “spurgare” la loro anima di rettili, quando il rapporto tra uomini e animali era quotidiano e il mare era diverso da quello di oggi, dove le tartarughe per sfuggire al riscaldamento del Mediterraneo vengono a nidificare sempre più a nord, fino a trovare un nido miracoloso e sfortunato accanto al lungomare marinese.

La tartaruga Caretta caretta “Speranza Marina” e le sue straordinarie uova custodite nella sabbia marinese che prima non c’era, ci parlano del passato, del caldo presente e di un futuro preoccupante.

L’estate 2023 all’Elba si è conclusa con un bilancio eccezionale: 8 nidi e almeno 301 piccole tartarughe nate (ma nessuno sa quante ce n’erano nel misterioso e non trovato nido di Ortano) e 683 uova depositate nei nidi conosciuti e una mole di dati scientifici che permetteranno di capire meglio cosa stanno facendo questi magnifici e antichi animali in quella che è diventata davvero l’Isola delle Tartarughe. I nidi di questi grandiosi animali sono però tanto delicati davanti alle insidie dei curiosi, quanto è forte la volontà delle madri che li creano. Così si sono resi necessari i turni volontari di sorveglianza dei nidi, nell’attesa e nella speranza di riuscire a vedere i cuccioli sgusciare fuori e dirigersi verso il loro mare di libertà.

Chi ha fatto questa esperienza sa che vedere una grande mamma tartaruga che nidifica o le tartarughine uscire dalla sabbia per raggiungere il mare è qualcosa che non si scorda mai, un’emozione imperdibile.

Chi fosse interessato/a a dare una mano alle tartarughine perché possano raggiungere il mare in sicurezza e a partecipare a un’esperienza ambientale e scientifica, può contattare Legambiente legambientearcipelago@gmail.com